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Serate di Architettura

Il futuro dell'Housing è qui
19/11/2012

Ultimo incontro del Master in Housing Sociale e Collaborativo di Poli.design / Politecnico di Milano, sviluppato per questo primo anno in collaborazione con la Fondazione dell'Ordine.
Giovedì 15  novembre serata finale del Master, con la presentazione della prossima seconda edizione e un analisi degli esiti di questa prima esperienza.
Presenti oltre che i coordinatori del Master alcuni promotori, progettisti e l’amministrazione comunale, con l’assessore all’urbanistica Lucia De Cesaris e il dirigente di settore arch. Franco Zinna.

Prima parte della serata dedicata al Master.
Da una parte l’introduzione al Master da parte del suo direttore,  Anna Meroni, del Politecnico, ha voluto illustrare la struttura del corso, ripartita secondo le 3 grandi voci che lo hanno connotato: accompagnamento, gestione sociale e design dei servizi, e rilanciarlo per la nuova edizione del prossimo anno.

Giordana Ferri, Co-direttore del Master e membro della Fondazione Housing Sociale ne ha tratteggiato l’efficacia e la prospettiva in relazione ai diversi enti promotori coinvolti, presso cui verranno svolti i vari stages post master.

Dall’altra Paolo Mazzoleni, Responsabile del comitato didattico, ma anche consigliere dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano e neo presidente della commissione del paesaggio del comune di Milano, traccia un bilancio dell’esperienza disciplinare coinvolta nella didattica, tra autoformazione e scambio con numerose realtà internazionali.
Insiste sul dovere sociale qualitativo da parte del progettista, che fa dello scambio con l’utente il proprio punto di partenza e dell’apertura alla città il suo fine, in un momento storico segnato dal passaggio della produzione dalla quantità alla qualità.

Su questo punto insiste anche Stefano Guidarini, Coordinatore del Laboratorio di progettazione, dichiarando l’Housing Sociale strumento forte alla risoluzione della città.

Chiara Galeazzi, Coordinatore didattico, sempre del Politecnico di Milano, nel distinguere l’Housing Sociale e collaborativo dall’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) così come dall’edilizia cooperativa e dal cohousing, afferma obiettivo dell’Housing Sociale la definizione e costruzione di alloggi e servizi a copertura della domanda della fascia grigia a caccia dell’affitto che non accede alle graduatorie dell’emergenza ma nemmeno alla proprietà. Presenta gli esiti delle esercitazioni, volte a definire proposte con un grado elevato di realismo anche econommico, e mostrando diverse possibili convenzioni con l’amministratore pubblico.

Tavolo successivo dedicato alle politiche.
Francesca Cognetti, Membro del comitato direttivo ‘Polisocial’ del Politecnico, ne racconta la missione: uno stretto legame con la situazione reale, con l’intento di avvicinare la società e le esigenze reali che esprime alle nuove competenze disciplinari degli studenti, legate al lavoro sul campo e alla multidisciplinarità. Una modalità di origine anglosassone che mira a coprire un vuoto di competenze e creare nuovi profili professionali.

L’assessore Ada Lucia De Cesaris, Assessore all’urbanistica e edilizia privata del Comune di Milano tiene a puntualizzare che la Residenza Sociale nel nuovo Piano ha un significato preciso: vendita convenzionata, affitto calmierato e ERP, di fatto monetizzabile ma pur sempre parte integrante del tema Housing Sociale.
Tanto è vero che il cohousing viene incluso nella residenza sociale, cosa che importiamo dall’esperienza europea. Il nuovo PGT è orientato ad aprire alla residenza sociale, attraverso cessioni e concessioni indirette, una apertura esplicita a dialogare con gli operatori, e con una grande voglia di sperimentare. A riguardo sottolinea i recenti accordi con la regione dedicati al riutilizzo di immobili inutilizzati e destinabili a residenza sociale.

Emilio Pizzi, Preside della Scuola di Ingegneria Civile-Architettura pone l’accento sulla sinergia tra ben 4 scuole per l’organizzazione di questo Master: un modo per dire della necessità di maggior integrazione del progetto, con particolare attenzione alla gestione, in una visione olistica che incrocia i nuovi bisogni in rapida evoluzione con le opportunità dell’industrializzazione del mondo delle costruzioni, in termini di sistematizzazione. Evoluzione che non ha riscontro nella normativa del '75.

Sergio Urbani, Condirettore Generale Strategie e Relazioni Istituzionali della Cassa Depositi e Prestiti SGR racconta come nel 2004 si sia avvicinato alle tematiche dell’housing sociale tramite una amica inglese con alle spalle 5 master dedicati al tema, ma che in italia era disoccupata.
Il fondo nazionale di 2 miliardi di euro ad oggi conta 72 progetti approvati, di cui 20 in cantiere per 520 milioni di euro erogati. Certamente il vuoto del credito è penalizzante per tutti e segnala una crisi nella crisi, come viene definita nelle analisi del cresme. L’housing sociale contiene numerosi temi e mondi, no profit, limited profit, è open source come bene collettivo e relazione e servizi, buone pratiche e concretezza finanziaria.
L’housing sociale è una piramide la cui base è casa per tutti, una dimensione di relazione collante dei servizi, e una terza dimensione che sono i valori, ovvero la dimensione non solo materiale del godimento del bene.
Per chiudere, a coronamento della diffusione di questa nuova cultura, propone una mostra di presentazione di casi concreti, in cui si raccontino tutte le implicazioni: economiche progettuali sociali.

Infine l'ultima sessione della lunga serata dedicata alla operatività.
l’architetto Jacopo della Fontana – D2U - Design to Users, ricorda le prime esperienze con Urbani e il Fondo iniziate nel 2004 e conclusa solo nel 2012.
Sottolinea la necessità di saper limitare da parte dei tecnici le massicce dosi di testosterone archiettonico.  E anche la necessità di evolvere la politica amministrativa, così come Urbani ha saputo coniugare professionisti e costruttori, in un’alleanza vincente.

Luigi Zavaroni
, Vicepresidente della Cooperativa di abitanti Uniabita, spiega efficaciemente come la costruzione in legno e un cantiere di 6 mesi contro uno tradizionale che dura 2 anni vale quanto un finanziamento a fondo perduto. Così come pensare ai servizi in termini di flessibilità.

Franco Zinna - Direttore del settore Valorizzazione aree comunali e non comunali della Direzione Centrale del Territorio del Comune di Milano, ha visto molto social housing olandese. Ma ha anche vissuto il processo di "Agenda 21", che significa imparare a parlare con la sciùra Maria. L’obbiettivo è certamente dare strumenti e tempi certi agli operatori, che devono essere però stimolati nei confronti del cohousing e per questo il patto di futura vendita a 8 anni a suo avviso può essere la giusta mediazione.
Sottolinea la necessità di accompagnamento non solo dei nuovi inquilini ma anche dei residenti loro vicini.
Bisogna  saper leggere le graduatorie delle domande di alloggio sociale, e compiere un operazione di contestualizzazione anche sociale .
La delibera di cui accenava l’assessore è mirata a trasformare i mammuth della nostra città da strutture non residenziali in alloggi sociali attraverso bonus di ampliamento volumentrico.

Infine il Consigliere Vito Redaelli, neoeletto nelle file della nuova commissione del paesaggio, in chiusura auspica altri incontri con l’assessore e l’allargamento della discussione sul servizio abitativo con la città, in particolare alle reti di città: verde, servizi, accessibilità.
Aggiornamento all'anno prossimo.

Francesco de Agostini

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