Fondazione dell’Ordine degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano

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Serate di Architettura

Dallo schizzo allo sketchmob
26/09/2012

Giovedì 20 settembre, sede dell’Ordine degli Architetti. In sala conferenze, una sessantina di professionisti aspettano l’inizio della serata di presentazione  del corso “Disegno a mano libera. Slow food per la mente”, che verrà proposto agli interessati a partire dalla metà di Ottobre.

Per questa occasione il docente del corso, l’architetto israeliano Stefan Davidovici , ha invitato a tenere una prima lezione introduttiva Trevor Flynn, docente all’Architectural Association di Londra in Envisioning Architecture e animatore nel Regno Unito di numerose iniziative volte alla rivalutazione del disegno a mano libera: oltre a  corsi e workshop, un sito dedicato al disegno e alla sua attività (da cui provengono gli schizzi che vedete in questa pagina), concorsi internazionali (quest'anno indetti dalla rivista inglese BluePrint ed FX), fino a nuove pratiche di aggregazione quali lo Sketchmob. Cos'è? Un incontro aperto in cui persone si incontrano per disegnare a costo zero, creato quando Flynn ha voluto continuare il suo lavoro con i suoi allievi architetti rimasti senza impiego all'inizio della crisi economica.

Vito Redaelli, consigliere dell’Ordine degli Architetti, introduce la serata con una breve riflessione sulla necessità di apprendere il disegno a mano libera: in una realtà del mondo contemporaneo dominata da ritmi spasmodici e dalla velocità della comunicazione e dei rapporti, l’architettura e il progetto hanno ancora bisogno e si fondano su momenti di riflessione il cui strumento di concezione può essere il disegno a mano libera. I giovani professionisti, pratici di un ventaglio sempre più ampio di programmi CAD (Computer Assisted Drawings, ossia disegno assistito dal computer) hanno perso confidenza con questo strumento e se posti ad un tavolo per progettare insieme ad altri professionisti più vecchi, si sentono spersi ed incapaci di comunicare appropriatamente. Esattamente come per molti altri congegni tecnologici di uso comune, il loro utilizzo ha insito un pericolo, quello di far perdere un corredo di capacità: stesso ragionamento può essere fatto per il disegno come per i navigatori satellitari che, se usati compulsivamente, potrebbero portare all’incapacità di orientarsi e riconoscere la città in cui si vive.

La parola passa a Flynn, che in piedi in mezzo al pubblico presenta il proprio lavoro: il suo interesse, infatti, è quello di portare un nuovo sguardo sul disegno, che a suo dire ha bisogno di essere rinnovato per incontrare le nuove generazioni di creativi e giovani professionisti. Una pratica, quella del disegno a mano libera, che sempre più è relegata all’infanzia, perché a 8 anni, con l’entrata in scena dell’intelletto e della razionalità, viene gradualmente abbandonata. Flynn ha quindi fondato Drawing at work nel 2005, per rinfrescare l'immenso potenziale di questo strumento, lasciato in ombra dall'uso dei computer, nel mondo del progettista professionale di oggi. Il riconoscimento che architetti, designer e ingegneri britannici gli hanno fatto è stato entusiasta, non solo perché Flynn riavvicina a uno strumento di ricerca intellettuale e progettuale di grande potenza, ma anche semplicemente perché questo strumento e molto, molto 'fun' e rilassante.

Da quel momento la sua nuova attività non si è più fermata, il suo gruppo di lavoro si è ampliato, includendo man mano nuovi collaboratori provenienti e dall’università e dal mondo della professione. Studi come Richard Rogers, Foster and Partners, Future Systems hanno chiesto il suo aiuto per insegnare ai propri partner e collaboratori a schizzare, per trasmettere in maniera immediata e dirompente le proprie idee. Ai corsi all'interno degli studi, Flynn e il suo team accostano lezioni aperte a tutti intitolate "Gymnasium", in cui si incontrano e confrontano professionisti da vari studi in un'atmosfera pacata e lontana dalle rivalità delle strutture.  La sua attività nel tempo si è ampliata e ha abbracciato tutte le professioni legate alla progettazione: architetti, ingegneri, designer e creativi.

E’ Flynn a fugare ogni dubbio iniziale che il corso sia mosso da una visione campanilista e malinconica di una pratica professionale che oramai non esiste più.
"First of all, I love my computer. I'm an absolute addict to it." e continua auspicando “No false walls between hand and computer drawing", presentando tra l'altro il lavoro che porta avanti nei corsi all'Architectural Association, in cui l'utilizzo del disegno a mano libera sulla tavoletta grafica sposa le due fazioni dando risultati fantastici. 

“Is there anybody who is NOT an architect?” chiede Flynn al pubblico e alcune mani si alzano: un regista teatrale, un paio di designer. La domanda è mirata, perché il disegno è per tutti i creativi, siano essi architetti, ingegneri, designer o creativi in genere.

Flynn a proposito indica 3 ragioni per ricominciare a disegnare:

 - il disegno è un secondo linguaggio, uno strumento di comunicazione che promuove un aumento di conoscenza;
 - il disegno è strutturato come un gioco significativo. E’ dolce e poco approfondito se usato nelle fasi inziali di un progetto e va a complicarsi di pari passo alla volontà di chi lo conduce;
 - il disegno è comunicazione informale, è l’umano che parla all’umano.

A conclusione del suo intervento, Flynn proietta un video di invito a presentare schizzi e disegni ad un concorso che è stato appena bandito, di cui potete leggere il testo di accompagnamento qui sotto. Inviate i file a tdowling@dircon.co.uk .

Guida di disegno per progettisti

Abbiamo ideato dei suggerimenti per ricordare alla gente come si disegna.

Perche’ con queste tecniche basi di disegno e la visione di cosa vuoi fare o disegnare sei libero di iniziare un sorprendente processo di invenzione.
Siamo tutti abituati agli schermi dei nostri computer e l’evoluzione del disegno tridimensionale e’ fantastica. Essendo lo strumento che fa la maggior parte del lavoro, il computer, cosi come prima ancora la macchina fotografica, rende il disegno a mano libera capace di fare cio’ che fa meglio. E cio’ che il disegno a mano libera fa meglio e’ semplificare.
Nel processo di staccarsi dal computer, sei rimasto da solo soltanto con la tua idea o visione. E cio’ che disegnerai sara’ crudo, insano, impossibile da realizzare e con tutte le caratteristiche di una visione.
I tuoi disegni offrono una successione fluida di rapide immagini dall’occhio della tua mente, che si trasferisce su carta attraverso la tua mano. Il risultato mostrera’ l’intelligenza visuale che possiedi nelle tue mani….comunque crudo e grezzo come potrebbe essere all’inizio. Con qulache esercizio regolare la conversazione mano/occhio migliorera’….

Percio’ questi sono i nostri due minuti di sollecito a disegnare. Perche’ disegnare e’ la tua voce.

Stefan Davidovici e Carlo Venegoni

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