Fondazione dell’Ordine degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano

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Serate di Architettura

Sfidare Mies con una casa solare?
10/06/2011


Breve intervista al Professor Wheeler realizzata da Floornature.

Dopo le presentazioni di rito del vicepresidente dell'Ordine Franco Raggi, che riassume i punti salienti del Premio Solar Decathlon - competizione mondiale tra univiersità per la progettazione e realizzazione di edifici totalmente alimentati dall'energia solare, a impatto zero - la parola passa subito al Professor Joseph Wheeler, coordinatore del Virginia Tech Lumenhouse.

Il Professore racconta la grande emozione di aver vinto con i suoi studenti l'edizione 2010 del Premio, cui purtroppo non c'era nessuna scuola italiana, ma molte scuole tedesche e del nord Europa, oltre a quelle americane, ben rappresentate. Rassicura la platea dicendo che la sua visita a Milano ha anche l'obiettivo di coinvolgere le nostre università per il prossimo Decathlon.
I miei studenti - comincia Weheeler - si sono ispirati alla casa contemporanea, in particolare alla famosa Farnsworth di Mies van der Rohe e si sono posti la seguente domanda: "Come possono i nostri edifici con pareti vetrate diventare a impatto zero?"
La domanda è pertinente. Più che una domanda è una sfida. L'abbiamo colta e siamo partiti da lì. Ecco Lumenhouse, che in effetti assomiglia molto alla casa di Mies, ovviamente con le dovute modifiche...
La nostra casa di vetro ha pannelli isolanti che la proteggono quando il clima diventa particolarmente rigido e brise-soleil che intervengono invece per proteggere dai raggi solari.

Una casa, insomma, che si mette e toglie il cappotto quando serve, proprio come facciamo noi.
I fondi per questo progetto sono stati trovati dall'industria. Lo sponsor principale è stato Siemens, che investe molto in ricerca ed ha colto l'occasione del Decathlon per perfezionare i sistemi di domotica.

Cinque sono i punti cardine del progetto
- usare la tecnologia per risparmiare energia
- convincere gli utenti che possono vivere in case più piccoli (questo vale soprattutto per gli americani)
- ottimizzare le tecnologie passive (come le informazioni del meteo in tempo reale)
- industrializzare processi costruttivi
- e ultimo, non per importanza... capire dove e quando si usa energia per cambiare la vita di tutti i giorni e consumare meno e meglio

Ciò premesso, Wheeler passa alla descrizione del progetto, coadiuvato da immagini molto accattivanti.
Tutto parte da una stazione meteo posta sul tetto della casa, che invia i dati alla centralina elettrica che apre e chiude gli schermi protettivi a seconda delle necessità. Le pareti vetrate poste a nord e sud sono protette da questi pannelli, mentre la cucina (situata a ovest) ha finestre in vetro speciale che si scurisce quando c'è troppa luce.
La casa è dotata di tre tipi di pannelli. Brise-soleil per il sole, pannelli isolanti e tendaggi. I brise-soleil traggono ispirazione dai mashrabiya del mondo arabo, interpretati in chiave contemporanea. Permettono ventilazione e ombreggiamento con disegni di diversa densità a seconda delle attività che vengono svolte all'interno.
Sono d'acciaio tagliati a laser e assemblati a mano dagli studenti - un lavoro certosino, possibile solo dalla grande passione e manualità del team multidisciplinare di allievi. Simulazioni ingegneristiche hanno fornito dati per definire dove mettere più o meno protezione dal sole, inoltre questi schermi possono essere chiusi completamente di notte offrendo grande protezione e sicurezza.
I pannelli isolanti sono costituiti a sandwitch con policarbonato, vetro e un'anima di Aerogel (materiale inventato dalla Nasa), che offre oggi il massimo grado di isolamento. Sono integrati alla luce e sfruttano le proprietà di traslucenza dell'Aerogel creando effetti suggestivi. Oggi questo materiale molto costoso, ma non è ancora sul mercato. Forse quando lo sarà anche il prezzo sarà più accessibile. Ha le stesse proprietà isolanti di una parete esterna in muratura.
I pannelli solari sul tetto si inclinano a seconda della stagione, per essere sempre perpendicolari ai raggi irradianti e ottenere il massimo rendimento.
Il riscaldamento ha anche un sistema geotermico; le tubature circolano 5 metri sotto il livello del suolo; questo stabilizza la temperatura e fa si che l'acqua non vada mai sotto zero. Per il Decathlon, non potendo scavare il suolo di Madrid questo sistema è stato simulato con una grande vasca d'acqua, sulla quale è stata poggiata la casa. L'acqua ha grande inerzia termica: a Madrid proteggeva dal caldo diurno e dal freddo notturno.
Il riscaldamento è a pavimento a bassa temperatura, con serpentine d'acqua annegate in cemento, che è stato lucidato ed ha assunto un look simile alla pietra.
In cucina tutti gli elettrodomestici sono stati selezionati per l'efficienza (il forno è italiano: Smeg!) Le luci sono state calcolate per comfort e consumo. Tutti gli impianti corrono sul soffitto che è chiuso da un telo di stoffa, che nasconde anche le luci.
Anche gli studenti di architettura del paesaggio hanno collaborato per disegnare il giardino. Hanno piantato nel laghetto piante filtranti utili per la depurazione delle acque.
Anche l'acqua piovana è trattenuta e raccolta dal tetto, mentre la tettoia d'ingresso è coperta di pannelli solari e produce anch'essa energia.
La modularità della struttura fa sì che la casa possa essere estesa su un piano ma anche proposta su più livelli. Se ingegnerizzata e posta sul mercato potrebbe essere sviluppata con grande flessibilità.
L'interfaccia della casa è decisamente user friendly. Nata sotto i comandi dell'iphone ha beneficiato della nascita dell'ipad, ideale perché ha uno schermo più grande.
Questa casa "furba" - sempre collegata in rete - sa quando l'energia elettrica è più economica e programma le azioni di consumo (lavatrici, condizionamento ecc) quando essa costa meno. Mette invece in rete l'energia che produce quando è più costosa e richiesta (cioè di giorno).
Il contatore, quindi, gira un avanti o indietro a seconda che la casa produca o consumi. Alla fine dell'anno il bilancio è zero.
Il design ha grande importanza. La cucina ha un asse mobile sopra gli elettrodomestici che serve come piano di lavoro extra e può essere estratto se serve.
L'idea del trasporto è stata geniale. E' stato disegnato apposta un camion copiando un sistema usato solitamente per il trasporto dei carri armati.
La casa veniva trasportata completamente finita e, una volta scaricata, era pronta all'uso, solo da "sfasciare" dal termoretraibile. Arup ha studiato un sistema strutturale di irrigidimento della struttura.
Per il vantaggioso metodo di trasporto la casa è stata allestita in varie location tra cui Washington, Chicago e Times Square in New York!
Lumenhouse ha anche un ottima performance di isolamento al rumore.
Il direttore della casa museo Farnsworth di Ludwig Mies van der Rohe ha chiesto di allestire la Lumenhouse proprio lì a fianco al museo che è stato il modello. Il cerchio si chiude, tra dal primo aprile siamo lì a fianco Mies...

Video finale e applausi!

Susanna Conte











 


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