Fondazione dell’Ordine degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano

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Libri

Illuminare la liturgia
22/02/2011

Ancora un nuovo tema all’Ordine per la serata di presentazione del libro “Luce nelle chiese” che raccoglie alcune riflessioni, di natura teologica e tecnica, e una proposta di linee guida per la progettazione della luce nelle chiese. Dopo i saluti di rito da parte di Maurizio De Caro, la parola passa subito a Mons. Santi, architetto iscritto al nostro Ordine e Presidente Ass. Musei Diocesani, che già in una lezione ex cattedra tenuta nel 2009 sostenne che l’architettura sacra oggi stia navigando in un mare profondo e senza essere ancorata al passato si è trasformata da un luogo prettamente di devozione ad un luogo di attività. Per Santi non si può progettare una chiesa oggi facendosi forti solo della storia dell’architettura sacra ma è indispensabile entrare nel campo dell’esperienza concreta di vivere la chiesa. Di fronte però ai nuovi problemi (ad es. i numerosi turisti che a volte rischiano di mettere a repentaglio la vita degli edifici storici e l’illuminazione) le nuove tecnologie offrono mille opportunità ma bisogna saper scegliere.

Citando il Cantico delle Creature di San Francesco, che lodava Dio per il fratello Sole che illumina il giorno e il fuoco che illumina la notte, Ottolini nel libro ripercorre i passaggi con i quali la luce artificiale ha sostituito il fuoco. Secondo Ottolini, un progettista che si confronta con il tema della realizzazione di una chiesa deve chiedersi e manifestare cosa rappresenti per lui una chiesa, sia dal punto di vista della sostanza che dal punto di vista della luce, come fecero ad es. le Corbusier a Rochamp o Mies van der Rohe a Chicago. Oggi purtroppo, secondo Ottolini, i turisti cercano le architetture espressioniste, spesso frutto di esibizionismi.

Donatella Forconi, curatrice del libro, riassume il lavoro che ha portato alla redazione di queste linee giuda per l’illuminazione delle chiese approvate dalla Conferenza Episcopale Italiana,. I temi sul piatto sono molti, tanti ancora irrisolti: ad esempio il vuoto lasciato dalle lampade di una volta, la realizzazione di una luce dinamica che segua il corso della liturgia, il rapporto tra architetture e luce naturale e architettura e luce artificiale. Sicuramente il nodo centrale del libro è la comprensione di come l’architettura viva della luce e la luce viva dell’architettura.

Tre invece sono i punti che Gianni Forcolini, light’s designer, elenca per un approccio corretto alla progettazione dell’illuminazione delle chiese:

- bisogna illuminare bene le chiese perchè non sono musei, anche se sono colme di opere d’arte

- si deve illuminare bene ciò che la chiesa contiene

- bisogna illuminare la liturgia

Il libro è un piccolo manuale, nato da tre seminari organizzati da AIDI, che orienta alla progettazione con testi biblici che aiutano a comprendere meglio l’inesauribile tema della luce.

Forcolini parla anche della sua esperienza con il progetto dell’illuminazione del Duomo di Milano che l’ha portato a studiare la storia dell’illuminazione dello stesso e a ripeterla dove ha potuto: ha orientato, come una volta, la luce nell’abside verso l’esterno dell’edificio al fine di mostrare le vetrate ai passanti.

Interessante il dibattito finale tra pubblico e relatori con tantissime riflessioni da entrambe le parti. In particolare parla l’architetto Mons. Santi che esorta i progettisti a proporre soluzioni discrete per le chiese, usando la scusa dell’economicità che sui parroci ha sempre un certo effetto. Santi, come Ottolini, sottolinea lo scollamento tra professionisti, università e chiesa ed elogia, in chiusura di serata, le iniziative dell’Ordine come questo dibattito per ricucire tale scollamento.

 

Laura Truzzi



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