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Con Maria Cristina Loi alla mostra di Minoletti
05/04/2011

Incontro Maria Cristina Loi alla mostra dedicata all’opera di Giulio Minoletti in allestimento presso il nostro Ordine, che sarà inaugurata martedì 12 aprile alle 21.15 presso la sede dell’Ordine degli Architetti  di Milano di via Solferino 17, con una serata dedicata all’architetto.

Con Maria Cristina Loi e Elena Triunveri, curatrici del catalogo, saranno presenti il nostro consigliere Maurizio Carones, moderatore del dibattito, Angelo Torricelli, rettore della Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano, Letizia Tedeschi, direttrice dell’Archivio del Moderno dell’Accademia di architettura di Mendrisio, dove è conservato il fondo Minoletti. Con loro ne parlano Matilde Baffa, Politecnico di Milano; Christian Sumi, Accademia di Architettura di Mendrisio; Alberto Bassi, Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

Perché Giulio Minoletti?

"Oltre al testo del ’59 di Gio Ponti, presenza stabile nella vita di Minoletti, laureatosi a solo 21 anni nel ’31, che compare su Domus ma non su Casabella, non esistono pubblicazioni sistematiche sull’opera di Minoletti.
Sicuramente un architetto talentuoso, tipicamente milanese per tratti di eleganza e cura del dettaglio, impegnato nel dibattito a lui contemporaneo eppure non approdato a diffusione pari a altri suoi contemporanei –Gardella, Figini e Pollini etc- della cosidetta scuola milanese”.


Una mostra integralmente dedicata a progetti residenziali. Perché?

“L’occasione del Salone avrebbe permesso di parlare anche dei suoi bellissimi allestimenti. Ma va bene così”.

Un talento che nel tratto è fortemente riconoscibile. Verrebbe da affiancarlo –per soggetto e anche per stile del disegno- a Mollino. Non certo però nel concepimento dei suoi interni.
Piuttosto fa parte di quella schiera di architetti che alcuni definiscono parte del ‘professionalismo colto’ milanese di quegli anni.

“esatto, e proprio in questo senso il garbo e la sapienza del dettaglio emergono anche in questa mostra di foto di interni dell’epoca, oltre che nei suoi disegni.
La ‘sintesi delle arti’ sempre perseguita, avvalendosi di grandi collaborazioni, come con Fontana, Tommasini, anche negli allestimenti dell’Andrea Doria, un controllo straordinario”.

Dalla biografia che leggo qui parrebbe come diradarsi il suo impegno negli anni ’60. Come mai?

“in realtà dopo gli anni ’50 si intensifica molto la sua attività fuori dalla città. i grandi alberghi –Bordighera, Taormina, ma anche Mentone. Non si ferma, quanto esce dalla sua città.

Piuttosto, hai notato che chiama ‘villa’ le case di condominio e’ casa’ la villa come quella sul lago di Mandello?
Un pensiero sulla casa veramente alto”.


E' proprio vero.
Buon Salone a tutti


Francesco de Agostini

 


“Oltre un rettangolo di cielo”. Interni milanesi di Giulio Minoletti,

Mostra promossa da:

Archivio del Moderno di Mendrisio
Ordine degli Architetti PPC della Provincia di MilanoDipartimento di Progettazione dell’Architettura
Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano

Martedì 12 aprile alle ore 21,15 Ordine degli Architetti di Milano

Giulio Minoletti architetto e designer (1910-1981).


INTRODUCONO
Maurizio Carones, Ordine degli Architetti PPC. della Provincia di Milano,
Angelo Torricelli, Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano,
Letizia Tedeschi, Archivio del Moderno dell’Accademia di architettura di Mendrisio

MODERA
Maurizio Carones
, Consigliere dell’Ordine e Politecnico di Milano

NE PARLANO
Matilde Baffa, Politecnico di Milano
Christian Sumi, Accademia di Architettura di Mendrisio
Alberto Bassi, Istituto Universitario di Architettura di Venezia
Saranno presenti le curatrici della mostra Maria Cristina Loi e Elena Triunveri

 

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