Fondazione dell’Ordine degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano

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Fiere

Due chiacchiere con Carlo Guglielmi
05/04/2011

Carlo Guglielmi, Presidente di Cosmit –ente fieristico che nel 1961 ha dato vita al  Salone Internazionale del Mobile- è stato invitato Giovedì 14 aprile alla serata che l’Ordine degli Architetti di Milano, tra le molteplici iniziative organizzate per l’occasione, dedica alla mostra voluta per i 50 anni del Salone del Mobile: Principia - Stanze e sostanze delle arti prossime. Un padiglione realizzato in Piazza Duomo in cui si susseguono 8 stanze in cui, attraverso l’azione di alcuni Artisti contemporanei, si ragiona attorno al sottile rapporto tra arte e scienza.

Ne discuteranno con lui Denis Santachiara, curatore dell’evento, Ludovica Lumer, Francesca Alfano Miglietti e il nostro vice presidente Franco Raggi, nelle vesti di coordinatore del dibattito.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Carlo Guglielmi presso gli uffici di Fontana Arte, che presiede dal 1979. Ci racconta rapidamente cosa rappresentano questi “50 years Young” del Salone 2011, un evento che da 12.000 visitatori del 1961 è arrivato l’anno scorso  a sfiorare i 300.000; che da 328 espositori iniziali, distribuiti su 11.000 metri quadrati, sono diventati negli ultimi anni oltre 2.500 suddivisi su più di 200.000 metri quadrati.

Accanto alle consuete manifestazioni fieristiche – il Salone Internazionale del Mobile, il Salone Internazionale del Complemento d'Arredo, le biennali Euroluce e SaloneUfficio e il SaloneSatellite – ed alle diverse iniziative che per quasi una settimana coinvolgeranno la città come passerella della cultura di settore, si svolgerà dunque anche questa mostra, ‘Principia’, in cui ognuna delle otto stanze in cui è suddivisa rappresenta un ‘principium’ originato dalla scienza, attorno al quale sono realizzate opere sonore, visive, architettoniche e industriali da parte dei vari Artisti invitati.

“Nessuna anticipazione sulla mostra, aspettiamo di vederla.
Questa mostra non va considerata una festa celebrativa, quanto una rappresentazione di come da sempre il Salone sia legato alle trasformazioni del futuro.
Con questo evento abbiamo voluto dare in mano ad alcuni artisti nuove scoperte e tecnologie per vedere come vengono interpretate, attraverso i loro sogni e il loro sguardo visionario,  fornendone così una percezione preziosa riguardo il loro utilizzo per l’industria.
Questa è una delle tante iniziative, che mira non tanto alla promozione del settore quanto ad esprimere la cultura del nostro paese che vi è dietro, unica nel mondo.”

Accenno al coté sempre più internazionale del Salone e del comparto industriale del Mobile. Mi corregge:

“Protagoniste del Salone sono le fabbriche, una realtà italiana unica nel mondo, oggi come 50 anni fa.
E' vero invece che i progettisti provengono sempre più da aree internazionali, così come i mercati e i bisogni espressi dalla domanda di settore, ma l’industria italiana del mobile esprime una sapienza progettuale ancora insuperata.
Dal 1979 ho potuto vedere un continuo crescendo dell’evento, sempre più simile ad una fiera campionaria, come una volta era per Milano. Una trasformazione dell’evento, che da business su business è diventata un fenomeno globale”

Come la fiera campionaria di una volta e Expo oggi, azzardo: “proprio così”.

Concludiamo con una domanda meno formale, alla Marzullo, per entrare nel clima dell’evento: quale lampada ha sul suo comodino?

“Una pila, regalo di un nipotino oramai cresciuto”.


L’ho trovata una risposta eloquente.
Buon salone a tutti.


Francesco de Agostini

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