Fondazione dell’Ordine degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano

Iscriviti alla newsletter

/in primo piano

/archivio notizie

Serate di Architettura

Expo Concorsi 2015
21/06/2010

Ad oltre un mese dalla presentazione del Masterplan, si incomincia ad entrare nel vivo del dibattito sulle costruzioni.
Introducendo la serata ad esse dedicata giovedì 17 giugno presso la sede dell'Ordine, il presidente arch. Daniela Volpi, con aplomb inossidabile, tratteggia in sintesi gli entusiasmi successivi al 31 marzo 2008, legati al pensiero dei benefici sia a livello locale che sugli assetti del territorio,  insieme al monito a che non si creassero opere utili al solo fine dell’evento, e  inutilizzabili poi.
A tal fine l’Ordine ha voluto contribuire al dibattito attraverso la conoscenza degli esiti e iter amministrativi delle Expo svoltesi in 4 città europee, concludendo con una bella  Mostra fotografica in Triennale.
Dal dibattito sorgono 2 domande, in realtà molteplici:
- Come sarà il piano delle costruzioni all’interno della morfologia complessa del nostro territorio?
- Il tempo disponibile consentirà il rispetto delle normative, la chiarezza dei processi, e quali provvedimenti si intende avviare perché l’istituto dei Concorsi abbia seguito?
Nel 2009, all’interno delle linee guida del Masterplan venivano indicate 15 aree di concorso interne all’area; il numero di maggio di ‘Edilizia e Territorio’ ha annunciato 7 concorsi per settembre. Ma cosa c’è di vero?

È necessaria una comunicazione diretta tra Ente e Professionisti, poiché ciò che si apprende  a mezzo stampa è spesso fraintendibile ed approssimativo.
Expo è e sarà un grande evento: non deve entrare nella logica dell’urgenza e le sue conseguenti procedure, bisogna insomma evitare gli assegnamenti diretti.
Sempre ‘Edilizia e Territorio’ ricorda che anche il Masterplan era stato dato come oggetto di concorso.
Ragioni in più per chiedere informazioni dirette, per garantire lo strumento del concorso, riguardo cui l’Ordine offre il proprio servizio per la redazione dei relativi bandi: perché garantire tempi certi significa la possibilità di scelta del progetto migliore.

Maria Vittoria Capitanucci, ricercatrice del Politecnico e profonda conoscitrice delle vicende milanesi, invitata a moderare la serata, passa la parola al ‘Direttore Infrastrutture e Costruzioni Expo 2015’ ing. Renzo Gorini, che esordisce un po’ in difesa, contestando la presunzione di colpevolezza verso EXPO, di cui non capisce le ragioni: le scadenze sono state rispettate, il 30 aprile è stato consegnato il Masterplan, che sarà approvato dal BIE a dicembre. Prima di tale data quindi non si potrebbero nemmeno fare concorsi.

Puntualizza che il Masterplan non è stato fatto dalla Consulta, ma dall’Ufficio di Piano, sotto la supervisione dei 3 architetti membri della Consulta, Richard Burdett, Stefano Boeri e Jacques Herzog, per altro poi dichiaratisi soddisfatti degli esiti del lavoro.
Ufficio di Piano a sua volta composto da 21 architetti e 4 ingegneri selezionati tra i 370 neolaureati che hanno risposto al bando pubblicato a luglio 2009 dal Politecnico.
La selezione dei Senior invece è stata fatta direttamente, avvalendosi per altro anche del fatto che comunque expo è una spa, e si può muovere con autonomia rispetto alle regole cui sono costrette le strutture pubbliche.
Abbiamo davanti 5 anni, 2 per progettare e 3 per costruire, tutto secondo i dettami della 163 (Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 - Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive europee ndr).

Per opere Expo si intende quelle gestite direttamente dalla società Expo 2015 spa, e che sono:
- le opere essenziali legate al sito, da completare entro il 30 aprile 2015
- la ‘via d’acqua’, che attraverso la ricucitura di 3 grandi parchi –Parco delle cave, Bosco in Città e Parco di trenno- giungono alla Darsena, compresa nelle opere del sistema.
- La ‘via di terra’, opere di arredo urbano del centro cittadino che interessano i 2 assi centrale/darsena e porta Vittoria/Sempione.

Le oper essenziali, sul sito, si suddividono in 2 grandi capitoli:
A) La Piastra: opere di urbanizzazione e sottoservizi della quota terra.
Sono 5 layer: sottoservizi, canali, percorsi, aree verdi, tende.
A riguardo, l’ufficio di piano sta redigendo il Progetto Definitivo in base al quale bandire entro luglio 9 gare esecutive –secondo i crismi dell’appalto integrato- relative strutture e impianti.

B) I manufatti architettonici, che sono connotati, si avvarranno delle 3 diverse forme di concorso: di idee, a selezione ristretta (appalto/concorso) e concorso di progettazione.
Si tratta di 10 diverse opere con funzioni e dimensioni molto diverse fra loro:

1- Cascina triulzia: ristrutturazione

2- Performance Center: 8.800mq coperti, 5.000mq di annesso all’aperto e 1.400mq di sistemazioni al contorno. Previsto concorso di progettazione.

3- 3 serre degli eco/agro/sistemi stopicali. Si procederà per appalto concorso, a spalla con imprese specializzate essendo indicazioni soprattutto tecnologiche ed impiantistiche molto vincolanti

4- Palazzo Italia: non si farà un padiglione italiano, ma saranno rappresentate tutte le regioni lungo il percorso del cardo, che avrà come fuoco prospettico il palazzo, dedicato a conferenze e dibattiti.

5- Anfiteatro: sul lato opposto del Cardo, 8.700mq, oggetto di concorso di progettazione

6- Collina e temperato freddo: complessità di tecnologie per le colture dedicate, collina di circa 40 metri con i riporti dei canali delle vie d’acqua perimetrali.

7- Ponte sito/fiera: della fiera si utilizzeranno 2 padiglioni, ed una parte degli spazi antistanti per allestimenti temporanei. La metropolitana che oggi serve la fiera, collegata da un tunnel con le stazioni del Passante dell’Alta Velocità diventerà l’accesso Ovest del sito. il ponte pedonale passerà al di sotto del cavalcavia carraio esistente. Il ponte sarà oggetto di concorso di progettazione.

8- I padiglioni regionali: lungo il Cardo, saranno a procedura ristretta, e gestiti direttamente dalle regioni

9- Padiglioni nazionali: lungo il Decumano, con affaccio di 18 metri per tutti, saranno gestiti autonomamente. Dovranno essere smontabili e su un sistema strutturato, che sarà oggetto di concorso di idee

10- Aree tematiche (oltre le serre): concorso di progettazione

11- Expovillage: ai margini del sito, oltre il canale, che si configura come 160 edifici a schiera, divisi in doppi duplex su 4 piani, che saranno gestiti dagli operatori privati, ceduti per l’anno di manifestazione e poi introdotte sul mercato immobiliare. Una esplicita citazione del Borneo di Amsterdam, su concept dei west 8, ma anche del QT8.

12- Joint Corporate: 3 padiglioni, che successivamente diventeranno, stati le attuali trattative, struttura RAI. Ad essi sarà dedicato un concorso di progettazione.

 In termini ancora indicativi, le gare saranno sviluppate secondo il seguente calendario:

settembre 2010:   
- Cascina Trivulzia
- Performance Center

dicembre 2010:    
- serre
- Palazzo Italia
- Anfiteatro

Marzo 2011:          
- agro/ecosistemi
- Ponte
- Padiglioni regionali
- Padiglioni nazionali

Giugno 2011:        
- aree tematiche
- Spazi espositivi

Maria Vittoria Capitanucci chiede se i Padiglioni Regionali saranno oggetto di un unico concorso.
Interviene a riguardo l’arch. Matteo Gatto, coordinatore dell’Ufficio di Piano, affermando che è prevista un'unica progettazione per il manufatto, del quale le Regioni si occuperanno di ‘pelle’ ed allestimenti.

Rispetto invece l’insediamento del polo RAI, l’ing. Gorini afferma che la società Expo 2015 spa non ha controllo. Il fatto che il Ministero non abbia voluto partecipare alla trattativa, ha spostato su altro operatore, legato a Regione, Provincia e Comune ogni trattativa.
Comunque sia, il Masterplan ha recepito indicazioni dei tecnici RAI.

Dal pubblico, il prof. Emilio Battisti chiede lumi sui costi,dato che dalle cronache ogni giorno si fanno cifre diverse.
L'ing. Gorini sottolinea che, pur essendo mutato il concept rispetto il precedente presentato per la candidatura, il Governo non ha tolto un €, pur avendo però ridotto il gettito per gli enti locali coinvolti.
Si considerano dunque invariate le cifre del finanziamento, puntando al contenimento dei costi di gestione.

Interviene quindi Richard Burdett, coordinatore dei concorsi per le Olimpiadi di Londra 2012 nonchè componente della Consulta Architettonica che ha steso le linee guida del Masterplan Expo 2015 che, data l’ora, più che presentare in dettaglio i lavori in corso, cerca di tracciare i punti di analogia con la realtà milanese.
Ricorda che i primi concorsi sono stati banditi a gennaio 2006 (su estate 2012 data dell’evento) e che si è già insediato un nuovo ente parastatale che sarà proprietario dell’area per i prossimi 30 anni.
Sottolinea un importante aspetto riguardo l’utilizzo dello strumento concorso: essi vanno sempre guardati nel quadro del brano di città che si intende lasciare, il singolo oggetto non deve prevalere sul disegno complessivo. Londra in questo senso è simile: sostanziale il buon collegamento con mezzi di trasporto pubblici.
Il modello di riferimento per Londra è stato quello di Monaco e di Barcellona, decisamente non quello di Atene.
La strategia è quella di integrare alcune –non tutte- delle strutture necessarie nei pochi giorni dedicati all’evento, al tessuto edilizio successivo, innervato su un grande parco. E la soluzione sono strutture reversibili:

- I ponti e le strutture dedicate al pubblico diverranno aree verdi (progetto FOA).
- il palazzetto di Basket si smonterà e si trasferirà a Glasgow. Costerà 22% in più, ma sarà trasportabile.
- Le piscine di Zaha Hadid hanno annessi 16.000 posti di tribuna temporanei, che verranno poi smontati.
- Lo stadio: 25.000 posti in scavo, si conserveranno. 50.000 posti in tribuna fuori terra, saranno successivamente all’evento smontati.

L’arch. Stefano Boeri torna all’aspetto cruciale del dopo Expo, alla necessità di valorizzare l’investimento pubblico, tra accessibilità, infrastrutturazione del sito e paesaggio.
Allora l’eredità lasciata dalle serre dedicate alle biosfere, la cascina Triulza, gli spazi tematici sono da immaginari futuri Musei dell’Alimentazione, o sede di un Parco Agroalimentare, con un fuori salone formidabile nella varietà della ristorazione.

Dal pubblico alcuni interventi.
L’arch. Francesco Spadaro racconta del sopralluogo per il concorso della Biblioteca a Bressanone –obbligatorio, 250 architetti presenti- o del Municipio di Paratico: 1.400 studi hanno già scaricato il materiale. Si chiede come mai vi siano pochi presenti questa sera, e ipotizza che ad Expo credano solo Stanca e Boeri –che invita a limitarsi nella sua autopromozione.

Dal fondo altre domande sul coinvolgimento dell’ente Fiera, della via d’acqua e terra.

Maria Vittoria Capitanucci invece ringrazia tutti.

Prossima puntata il 1 luglio dedicata al tema dell’alimentazione, invitati Carlin Petrini, fondatore di Slow Food e tra gli ispiratori del tema;  Alberto Mina, direttore relazioni istituzionali Expo 2015 e la prof. Claudia Sorlini, anche lei fautrice del programma Expo 2015, preside di Agraria, Università degli Studi di Milano.


Francesco de Agostini

Condividi