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Eventi culturali

VIVA L'ARCHITETTURA! Cercando il rosso a Sesto San Giovanni
09/12/2020


Si è svolto il terzo evento di Viva l'architettura! Arti, musica e spettacolo nella Città Metropolitana: il 16 dicembre alle 18.00, attraverso la video narrazione “Cercando il rosso” di Marcella Vanzo, è stato raccontato il Palazzo Comunale di Sesto San Giovanni, preziosa architettura a firma di Piero Bottoni e Antonio Didoni. L'evento, inizialmente previsto presso l'edificio della Sede Camparinel rispetto delle norme anticontagio è stato trasmesso gratuitamente online in webinar e sul canale YouTube dell'Ordine degli Architetti di Milano

Oltre all’artista Marcella Vanzo erano presenti Alessandra Pioselli, Direttrice dell'Accademia di belle arti G. Carrara di Bergamo e membro del Comitato Scientifico del progetto e Enrico Piazza, Città di Sesto San Giovanni. Sono intervenuti durante l'incontro Stefano Tropea, Consigliere dell’Ordine e della Fondazione dell’Ordine degli Architetti P.P.C della Provincia di Milano, Beatrice Costa, Direttrice della Fondazione OAMi e Florencia Andreola, collaboratrice della Fondazione OAMi e coordinatrice del progetto Viva l’Architettura!.

Viva l'architettura!, a cura della Fondazione OAMi, consiste nell'organizzazione di quattro eventi di arte, musica, teatro, letteratura e architettura che troveranno spazio in altrettanti edifici notevoli collocati in quattro differenti comuni dell'hinterland milanese (San Donato Milanese, Segrate, Sesto San Giovanni, Paderno Dugnano). L'obiettivo è quello di aumentare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio architettonico moderno e contemporaneo della Città Metropolitana di Milano, attraverso iniziative di scoperta e animazione culturale di qualità aperte alla cittadinanza.
Tutte le info su www.vivalarchitettura.it



Cercando il rosso, di Marcella Vanzo - a cura di Alessandra Pioselli
Cercando il rosso è un omaggio alle photo-poem-action di Anna Maria Maiolino.
Cercando il rosso è un’opera di video-poema/azione. Il lavoro esplora la presenza iconica dell’edificio del Comune di Sesto San Giovanni, progettato da Piero Bottoni, nel contesto della città che è stata simbolo dello sviluppo industriale e della realtà operaia. La telecamera introduce e accompagna il paesaggio urbano attorno alla Piazza della Resistenza dove il palazzo comunale ha sede, appoggiandosi spesso sul silenzio che introduce uno iato rispetto alla realtà. La traccia sonora ci scorta nello spazio, inducendoci al tempo stesso a guardare dentro di noi.
L’opera nasce come azione in forma di performance sonora. Il lavoro prevedeva che il pubblico ascoltasse in cuffia sul luogo la traccia sonora, sollecitato a muoversi nella piazza e attorno all’edificio di Bottoni. A causa dei cambiamenti indotti dai decreti sull’emergenza sanitaria, si è passati a una diversa modalità di fruizione: la performance si è trasformata in un video che produce un movimento nello spazio, mentre la traccia audio rimane comunque scaricabile in modo che le persone la potranno ascoltare anche in loco, quando sarà possibile, attraverso un’azione performativa individuale dal vivo.

L'architettura
Indirizzo: P.za della Resistenza, 20 – Sesto San Giovanni (MI)
Cronologia: progettazione ed esecuzione 1961-71
Committenza: Comune di Sesto San Giovanni
Autori: Piero Bottoni, A. Didoni


Il Comune di Sesto San Giovanni conferisce a Bottoni l’incarico della progettazione della nuova sede municipale nell’estate del 1960. La città sotto la spinta dell’immigrazione è enormemente cresciuta e i suoi servizi amministrativi sono sull’orlo del collasso. L’antica sede, villa Mylius, è da tempo divenuta insufficiente e il consiglio comunale da anni è costretto a riunirsi in una palestra scolastica. Concentrare e razionalizzare i servizi casualmente distribuiti nel tessuto urbano e assicurare uno spazio di rappresentanza adeguato a un Comune che dal 1954 si fregia del titolo di città: sono questi i problemi che Bottoni deve risolvere.
Diverse le soluzioni studiate. In quella definitiva la nuova sede municipale si presenta composta da due edifici affiancati, molto differenti ma tali da apparire nell’insieme come un medievale palazzo comunale con la sua torre. Il corpo degli uffici si proietta in altezza. Alto 12 piani, riunisce al suo interno i servizi tecnico-amministrativi, a eccezione dell’anagrafe. Con un vago aspetto brutalista, in cemento armato a vista sui fronti minori e pannellature in elementi di cotto prefabbricato su quelli maggiori, il volto ricalca, nei suoi tratti di fondo, due progetti ferraresi di Bottoni: l’edificio per servizi integrativi dell’Università e il museo d’arte moderna. Identici sono infatti il taglio e il gioco delle finestre verticali e quello delle finestre che ritmano in orizzontale il succedersi dei piani: una speciale finestratura inventata da Bottoni – e da lui poi denominata “Bottoniana” – per consentire la vista del cielo stando in casa o in un ambiente di lavoro.
Maggiori informazioni sull’edificio qui.


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Il progetto Viva l'architettura! Arti, musica e spettacolo nella Città Metropolitana è stato realizzato con Fondazione Cariplo impegnata nel sostegno e nella promozione di progetti di utilità sociale legati al settore dell’arte e cultura, dell’ambiente, dei servizi alla persona e della ricerca scientifica.
#conFondazioneCariplo

 

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© Lorenzo Piovella © Lorenzo Piovella