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Premio

Pritzker 2018: proclamato il vincitore
08/03/2018

Il 7 marzo è stato proclamato il vincitore dell'edizione 2018 del Premio Prizker che dal 1979 rappresenta il più importante riconoscimento internazionale per l’architettura: è l'architetto e urbanista Balkrishna Doshi, il primo indiano a vincere il prestigioso premio.

La Giuria del Premio, composta da numerosi Premi Prizker, come Glenn Murcutt, Richard Rogers, Wang Shu, Kazuyo Sejima, insieme ad altre grandi personalità, quali Stephen Breyer (U.S. Supreme Court Justice, Washington, D.C., USA), André Corrêa do Lago (critico di architettura, curatore e Ambasciatore del Brasile a Tokyo), Lord Palumbo (architectural patron, Chairman Emeritus of the Trustees, Serpentine Galleries, Londra), Benedetta Tagliabue (architetto e direttore dello studio EMBT Miralles Tagliabue, Barcellona), Ratan N. Tata (Chairman Emeritus of Tata Sons, Mumbai), Martha Thorne (Direttrice del Pritzker Prize e Dean dell'IE School of Architecture and Design), ha premiato Balkrishna Doshi per i suoi 70 anni di brillante carriera come architetto, urbanista e teorico sempre dedito al bene pubblico della sua terra natìa.

Nonostante sia considerato uno degli architetti viventi più importanti e abbia regolarmente insegnato all'estero, il suo nome, a differenza di quello di molti precedenti vincitori del Premio, non è legato a progetti internazionali oltreoceano, infatti, la maggior parte dell'opera di Balkrishna Doshi si è svolta in India, dove spicca per il suo contributo nell'ambito dell'architettura residenziale sociale e per i suoi progetti di case a basso costo dedicate alle grandi masse di inurbati provenienti dalle campagne indiane.

L'architettura di Balkrishna Doshi nasce come prosecuzione dell'avvicinamento di quel sentimento moderno portato in India da Le Corbusier e Luis Kahn ed è caratteriazzata da un forte interesse sociale sempre attento alle tradizioni locali interpretate con talento e dedizione col fine ultimo di contribuire al progresso dell'umanità e dell'ambiente costruito.
Doshi conosce profondamente la sua terra e insegna che l'urbanistica e l'architettura debbano primariamente tenere conto delle caratteristiche sociali, ambientali ed economiche del contesto in cui si opera, del clima, delle tecniche di costruzione, dell'artigianato locale ecc; la buona architettura deve andare oltre il mero funzionalismo per essere considerata tale e connettersi intimamente con lo spirito dei cittadini. Ci propone dunque una produzione architettonica mai frivola o alla moda, dal profondo senso di responsabilità e, soprattutto, mossa dal nobile intento di contribuire a migliorare la condizione sociale del paese.

Scriveva Doshi nel 1987 sulla rivista Spazio e società«Le forme e i metodi tradizionali non sono più visti come fatti “esotici”, privi di senso in una società industrializzata, ma come soluzioni ancora valide purché correttamente reinterpretate nel contesto contemporaneo. [...] Così, per motivi sia “estetici” che pratici, il mondo architettonico e urbanistico indiano ha dovuto cercare altrove; e per fortuna, secondo una delle migliori tradizioni culturali indiane, negli ultimi anni ha cominciato a cercare al suo interno».

L'attenzione di Balkrishna Doshi per le classi sociali meno abbienti vede il suo culmine nel progetto Aranya Low Cost Housing (1989) di Indore che, fornendo alloggio (not houses but homes) a 80.000 persone attraverso un sistema di residenze, dalle più modeste alle più spaziose, patii e percorsi interni, lo rende vincitore nel 1993-1995 dell'Aga Khan Award for Architecture. Tra i suoi progetti più famosi annoveriamo inoltre il Life Insurance Corporation Housing (1973), il Premabhai Hall (1976) e il Amdavad ni Gufa ad Ahmedabad (1992-95), l'Institute of Indology (1962) di Bangalore e il centro amministrativo per Madhya Pradesh Electricity Board (1979) di Jabalpur. Durante la sua proficua carriera, Doshi manifesta il suo interesse sociale non solo come progettista, ma anche come fondatore di diverse istituzioni indiane come la School of Architecture and Planning di Ahmedabad (1966-2012) rinominata Centre for Environmental Planning and Technology nel 2002.

Balkrishna Doshi è nato a Pune nel 1927 e si è laureato nel 1947 a Mumbai. Dopo la laurea si trasferisce a Londra dove ha modo di conoscere e lavorare con Le Corbusier che in quegli anni aveva appena ricevuto l’incarico per la progettazione di Chandigarh, la nuova capitale del Punjab. Dagli anni cinquanta in poi ha completato numerosissimi progetti a Bangalore, Hyderabad, Jaipur e Ahmedabad dove incontra un altro maestro dell'architettura contemporanea, Louis Kahn.
I primi lavori di Doshi sono stati largamente influenzati da Le Corbusier e Kahn, due mentori d'eccellenza grazie ai quali è riuscito a traghettare l’architettura indiana dagli anni della modernizzazione dei grandi progetti in serie e delle new town fino all’epoca di una riscoperta identità nazionale, sviluppando un linguaggio in armonia con la storia, la cultura e le tradizioni locali del suo paese.


 


 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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Aranya Low Cost Housing (photo courtesy of VSF) Life Insurance Corporation Housing (photo courtesy of VSF) Premabhai Hall (photo courtesy of VSF) Amdavad ni Gufa (photo courtesy of VSF) Institute of Indology (photo courtesy of VSF) Madhya Pradesh Electricity Board (photo courtesy of eBuild) CEPT- Centre for Environmental Planning and Technology (photo courtesy of VSF) Sangath Architect's Studio (drawing courtesy of VSF)