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Itinerari di Architettura

Il segreto dell'assoluto: Francesco Somaini e l'Architettura Milanese
12/06/2007

La Fondazione dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano ha organizzato, nella giornata di sabato 16 Giugno, un itinerario dedicato allo scultore Francesco Somaini. L’iniziativa fa parte del ciclo “Itinerari di Architettura Milanese 2007”, inseriti nel programma della “Festa per l’architettura” indetta dalla Triennale di Milano.

Francesco Somaini (1926-2005) ha sviluppato, nelle sue frequenti collaborazioni con architetti, una personalissima ricerca sul rapporto tra edilizia e arti figurative. Le sue opere, sculture e mosaici pavimentali, non sono mai concepite con intenti decorativi ma instaurano un rapporto paritario e dialettico con l’architettura.
L’itinerario milanese, partendo dalla Triennale di Milano, si è aperto con il Grande Motivo o Donna che legge al Padiglione Soggiorno per la X Triennale del 1954, realizzato con Ico Parisi. Negli anni della ricostruzione bellica l’architetto comasco è stato un fautore della collaborazione tra artisti. Già nell’anno precedente, scriveva: “(…) Sono convinto che si formeranno delle unità creative, in cui architetto, pittore e scultore, alla maniera dei Maestri Comacini, daranno un nuovo volto all’architettura moderna”. La scultura del giovane Somaini, ispirata al movimento del post-cubismo milanese, costituisce il fulcro attorno al quale si costruisce l’architettura del “glasspavillon milanese”, per citare una fortunata espressione di Fulvio Irace, e si affianca alle composizioni parietali di altri artisti quali Umberto Milani, Mauro Reggiani e Mauro Radice.
La tappa successiva è stata il Teatro dei Filodrammatici, dove lo scultore ha realizzato, al termine della ristrutturazione dell’architetto Luigi Caccia Dominioni, i mosaici pavimentali nel foyer e nelle gallerie. Protagonista è il motivo della goccia, che si assembla in composizioni “a pioggia”, assecondando i percorsi concepiti dall’architettura. L’ispirazione naturalistica ha rappresentato, per tutti gli anni sessanta, una soluzione privilegiata per Somaini, che era alla ricerca di una via d’uscita dall’informale. Da opere come questa, egli svilupperà quell’attitudine “all’immagine di consistenza organica” che Enrico Crispolti ha individuato come una delle costanti del suo approccio alla plastica.
La terza visita ha riguardato l’intervento a Casa Bassetti in via del Gesù. L’opera di Somaini, Scultura per una scala (1962), è una poderosa fusione in piombo che funge da parapetto, un episodio sconvolgente ed inaspettato, che colpisce l’attenzione del visitatore poco oltre l’androne d’ingresso dell’edificio. Inizialmente concepita come una variazione del “Racconto sul cielo” (1961), la scultura rappresenta un vero e proprio ribaltamento del concetto di integrazione tra le arti, rivendicando la capacità di modificare la percezione dello spazio architettonico attraverso la collocazione di episodi plastici fortemente evocativi. Si tratta di un presentimento anticipatore delle utopie urbane di “Urgenza nella Città”, opera illustrata che Somaini pubblicherà per l’Editore Mazzotta una decina d’anni dopo.
Il percorso è proseguito verso la Galleria Strasburgo, passage che collega Corso Europa con Via Durini e che rappresenta l’inizio del lungo sodalizio tra lo scultore e l’architetto Luigi Caccia Dominioni. Si tratta ancora una volta di un mosaico pavimentale, realizzato in due parti distinte e organizzato secondo un movimento “vorticista”, “fluidamente pensato per risolvere il complesso intreccio dei percorsi”, come nota Maria Vittoria Capitanucci. L’astrattismo del disegno dilaga, facendo affiorare le vibrazioni cromatiche delle tessere ora in marmo, ora in pietra, posate dalla ditta dei Fratelli Bernasconi Mosaici di Como.
Il percorso si è concluso davanti al Monumento ai Marinai d’Italia, nell’omonima piazza. L’opera, commissionata dall’Associazione Marinai d’Italia nel 1967, rappresenta un’onda marina che si erge vibrante dall’acqua, rieccheggiando le fattezze di una figura alata. Si tratta di un episodio unico nel panorama milanese, dove la scultura dialoga con il contesto in scala urbana. Il progetto originario, infatti, prevedeva la realizzazione di uno “spillo” d’acqua che doveva unire il luogo del monumento alla poco distante Palazzina Liberty, rendendo obbligato il passaggio sulla passerella metallica tutt’ora esistente.
La mancata realizzazione di parte del progetto, tuttavia, non impedisce all’opera somainiana di inserirsi validamente nel contesto milanese e di colpire il visitatore per il suo dinamismo e la sua perentorietà.
L’itinerario si è svolto in una limpida giornata estiva e i partecipanti hanno dimostrato grande interesse e curiosità: un’ulteriore conferma della ricchezza del patrimonio architettonico milanese, le cui potenzialità sono lungi dall’essere completamente sfruttate.


PER INFO: Arch. Alessandro Sartori
Fondazione dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano
Via Solferino, 19 – 20121 Milano; Tel 0262534280; Fax 0262534209;
E-mail: stampa.fondazione@ordinearchitetti.mi.it

 

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