Svetta sereno il lungo fronte completamente rivestito in clinker della casa di Gigi Ghò, a fare da contraltare alla sagoma imponente dell’Arena Civica, tra il verde del Parco Sempione. Planimetricamente, si tratta di un complesso ad H in cui i due corpi, l’uno su via Legnano, l’altro su via Alberini, leggermente traslati. Dal parco, lo sguardo va agli otto piani fuori terra caratterizzati da una tripartizione “classica”, ottenuta grazie alla varietà dimensionale delle aperture.
Osservando l’edificio di scorcio, se ne nota l’ulteriore raffinatezza nella concezione del “doppio fronte”, che sembra aggettare rispetto al corpo vero e proprio. Qui Ghò sceglie la strada del funzionalismo senza abbandonare la tradizione lombarda della copertura a falda. L’atrio su via Legnano presenta una soffittatura che riprende il tema dell’origami o di una cassettonatura decostruita: marmo nero per la pavimentazione, marmo calacatta per le pareti quando non sono trattate in boiserie, scala sospesa in legno e metallo e leggermente obliqua per creare un ulteriore effetto di profondità come piaceva tanto anche ad Asnago e Vender e a Malchiodi.
Una presenza nella città solo apparentemente silenziosa, opera di alta qualità con continui rimandi culturali e suggestioni tratte dal clima artistico del tempo, quello di Melotti e di Dova. Un edificio da scoprire e che al suo tempo meritò una descrizione come quella apparsa su Domus: “nell’antologia di Milano moderna, questo edificio tiene un posto ragguardevole per la sua aderenza ad una estetica motivata dall’impiego dei materiali che noi preconizziamo perché la città si mantenga “nuova”. Le superfici sono in alluminio ed in litoceramica Piccinelli smaltata in verde, con effetto bellissimo..” (Domus n.342, 1958).
MARIA VITTORIA CAPITANUCCI